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Positivismo
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«L'amore per principio, l'ordine per fondamento, il progresso per fine.»
(Motto del positivismo, ideato da Auguste Comte nel 1852)
Il mwbqpositivismo è un mwbgmovimento mwbwfilosofico e mwcaculturale, nato in mwcqFrancia e mwcgGran Bretagna nella prima metà dell'mwcwOttocento, e ispirato ad alcune idee guida fondamentali riferite in genere alla valorizzazione precipua del mwdaprogresso tecnico-scientifico. Questa corrente di pensiero, trainata dalle mwdqrivoluzioni industriali e dalla mwdgletteratura a esso collegatacite-ref-1[1], si diffonde nella seconda metà del secolo a livello mweweuropeo e mondiale influenzando anche la nascita di mwfamovimenti letterari come il mwfqverismo in mwfgItalia e il mwfwnaturalismo in Francia.
Il positivismo non si configura dunque come un pensiero filosofico organizzato in un sistema definito come quello che aveva caratterizzato la mwhwfilosofia idealistica, ma piuttosto come un movimento per certi aspetti simile all'mwiailluminismo, di cui condivide la forte fiducia nella mwiqscienza e nel mwigprogresso scientifico-mwiwtecnologico, talora spinta fino allo mwjascientismo, e per altri avverso al mwjqRomanticismo, con cui però trova qualche affinità nella mwjgconcezione della storia che vede nella progressiva affermazione della mwjwragione la base del mwkaprogresso o dell'evoluzione sociale.
Contents
• Aspetti
• Note
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Caratteristiche
Etimologia e significato comtiano
Il termine "positivismo" deriva etimologicamente dal mwmglatino mwmwpositum, participio passato del verbo mwnaponere tradotto come "ciò che è posto", fondato, che ha le sue basi nella realtà dei fatti concreti. mwnqAuguste Comte espone le cinque accezioni fondamentali in cui riassume il significato del termine all'interno del mwngDiscorso sullo spirito positivo.cite-ref-2[2]
«Considerata anzitutto nella sua accezione più antica e più comune, la parola positivo designa
• il reale, in opposizione al chimerico: da questo punto di vista, essa conviene pienamente al nuovo spirito filosofico, così caratterizzato dalla sua costante consacrazione alle ricerche veramente accessibili alla nostra intelligenza, con l'esclusione permanente degli impenetrabili misteri di cui si occupava soprattutto la sua infanzia.
In un secondo senso, molto vicino al precedente, ma tuttavia distinto, questo termine fondamentale indica
• il contrasto dell'utile con l'inutile: allora ricorda, in filosofia, la destinazione necessaria di tutte le nostre sane speculazioni al miglioramento continuo della nostra vera condizione, individuale e collettiva, invece che alla vana soddisfazione di una sterile curiosità.
Secondo un terzo significato in uso, questa felice espressione è frequentemente usata per qualificare
• l'opposizione tra la certezza e l'indecisione: essa indica così l'attitudine caratteristica di una tale filosofia a costituire spontaneamente l'armonia logica nell'individuo e la comunione spirituale nell'intera specie, invece di quei dubbi indefiniti e di quelle discussioni interminabili che doveva suscitare l'antico regime mentale.
Una quarta ordinaria accezione, troppo spesso confusa con la precedente, consiste
• nell'opporre il preciso al vago: questo senso richiama la tendenza costante del vero spirito filosofico ad ottenere dappertutto il grado di precisione compatibile con la natura dei fenomeni e conforme all'esigenza dei nostri veri bisogni,cite-ref-3[3] mentre l'antico modo di filosofare conduceva necessariamente ad opinioni vaghe, non comportando una indispensabile disciplina che dopo una permanente soffocazione, appoggiata ad una autorità soprannaturale.
Bisogna infine notare in particolare un quinto significato, meno usato degli altri, anche se del resto ugualmente universale, quando si usa
• la parola positivo come il contrario di negativo. Sotto questo aspetto, indica una delle più eminenti proprietà della vera filosofia moderna, mostrandola destinata, soprattutto, per sua natura, non a distruggere, ma ad organizzare. I quattro caratteri generali ricordati la distinguono contemporaneamente da tutti i modi possibili, sia teologici che metafisici, propri della filosofia iniziale. Quest'ultimo significato, indicando d'altronde una tendenza continua del nuovo spirito filosofico, ha oggi una particolare importanza nel caratterizzare direttamente una delle sue principali differenze, non più con lo spirito teologico, che fu per un pezzo organico, ma con lo spirito metafisico propriamente detto, che non ha mai potuto essere che critico.»
Contesto storico-sociale
Nel positivismo si possono distinguere due fasi. Nella prima metà del mwrwXIX secolo, a cominciare dal periodo della mwsaRestaurazione, il positivismo si presenta come il progetto di superamento della crisi politica e culturale seguita all'mwsqIlluminismo e alla mwsgrivoluzione francese, tramite un programma politico che sfocia talora anche in esiti mwswilliberalicite-ref-4[4]; in questo periodo il positivismo è messo in ombra dalla preminente mwuacultura romantica e dalla filosofia dell'mwuqIdealismo, ma è proprio in questi anni che nasce il termine positivismo per opera di mwugHenri de Saint-Simon (coadiuvato, decisivamente, nelle sue elaborazioni sociologiche, dallo storico Augustin Thierry), che lo usò per la prima volta nell'opera mwuwCatechismo degli industriali (1823-1824) e che venne diffuso da mwvaAuguste Comte quando nel mwvq1830 pubblicò il primo volume del mwvgCorso di filosofia positiva.
Nella seconda metà dell'Ottocento il positivismo rappresenta l'elaborazione mwwaideologica di una mwwqborghesia industriale e mwwgprogressista per cui, in particolare nel mwwwRegno Unito, ma anche nel resto d'Europa, trova corrispondenze con l'affermazione del pensiero economico del mwxaliberismocite-ref-5[5]; in questa fase il positivismo, messa da parte la filosofia idealistica considerata come un'inutile astrazione mwyqmetafisica, si caratterizza per la fiducia nel progresso scientifico e per il tentativo di applicare il mwygmetodo scientifico a tutte le sfere della conoscenza e della vita umana.
Il positivismo diviene la cultura predominante della classe borghese. Secondo mwzaLudovico Geymonat infatti, sebbene non possa stabilirsi una rigida identità tra Positivismo e borghesia, in quanto essa ha incoraggiato il positivismo ma per certi aspetti lo ha anche contrastato, non vi è dubbio che il positivismo della seconda metà dell'mwzqOttocento ha rappresentato anche e in modo rilevante gli ideali borghesi quali l'mwzgottimismo nei confronti della mwzwmoderna società industrialecite-ref-6[6] e il mwbamwbqriformismo politico in opposizione al mwbgconservatorismo e nello stesso tempo al rivoluzionarismo mwbwmarxista fortemente critico nei confronti del moderno sistema industriale che non teneva conto dei "costi umani" collegati allo sviluppo economico. Non a caso il positivismo si diffonde soprattutto nei paesi più progrediti industrialmente mentre è limitatamente presente in quelli meno sviluppati come l'Italia.cite-ref-7[7]
Il positivismo si sviluppa in un periodo in cui l'Europa, dopo la mwdqguerra di Crimea e quella mwdgfranco-prussiana sta attraversando un periodo di pace che favorisce la borghesia nell'mwdwespansione coloniale in mweaAfrica e in mweqAsia e nella contemporanea evoluzione del mwegcapitalismo mwewindustriale in un fenomeno economico internazionale.
C'è una profonda trasformazione anche nei modi di vita della città, dove si verificano, in pochi anni, cambiamenti più incisivi di quelli avvenuti nei secoli precedenti con le innovazioni mwfqtecnologiche dell'uso della mwfgmacchina a vapore, dell'mwfwelettricità, delle mwgaferrovie che mutano profondamente non solo le dimensioni spazio-temporali ma anche quelle intellettuali. Tutto questo porterà nei primi anni del '900 a quella esaltazione delle "magnifiche sorti e progressive"cite-ref-8[8] raggiunte dall'Europa della mwhqmwhgBelle Époque che si avvia al crollo delle illusioni nel baratro della mwhwprima guerra mondiale.
Aspetti
Assumendo come spartiacque le teorie di mwiwCharles Darwin, secondo la tradizione, il positivismo è stato diviso in due correnti fondamentali:
• Positivismo mwjgsociale, nella prima metà del XIX secolo, che ha come rappresentanti mwjwSaint-Simon, mwkaAuguste Comte e mwkqJohn Stuart Mill
• Positivismo mwkwevoluzionista, che si sviluppa nella seconda metà del XIX secolo con mwlaHerbert Spencer, il mwlqmaterialismo tedesco e mwlgRoberto Ardigò.
Oggi si preferisce identificare i vari aspetti del positivismo attraverso i contesti nazionali, per cui si ha un positivismo francese, inglese, tedesco e italiano.
I due criteri in realtà non sono divergenti ma si fondono tra loro poiché le varie identità nazionali del pensiero positivista costituiscono lo sfondo su cui si sviluppano, nella prima metà dell'Ottocento, la concezione di una scienza come risanatrice dei mali sociali, la quale, nella seconda metà del secolo, dopo la formulazione della teoria dell'mwmqevoluzione di Darwin, viene estesa in maniera totalizzante a strumento di interpretazione della mwmgstoria dell'intera umanità.
Diffusione
Il positivismo vide le sue concezioni più importanti assumere una dimensione internazionale: la mwpabiologia mwpqdarwiniana si diffuse in mwpgEuropa e in mwpwAmerica settentrionale, e le nascenti mwqascienze della mwqqsociologia, mwqgpsicologia, mwqwantropologia, diedero avvio in mwraOccidente a nuovi settori di studio sull'mwrquomo; ma anche per gli aspetti minori e negativi, come la fiducia acritica e superficiale nella scienza, il pensiero positivista ebbe vasta risonanza sino a divenire un fenomeno di costume per la borghesia colta occidentale.
Alla fine del XIX secolo-inizi XX il positivismo, rispondendo all'esigenza rappresentata dalla nuova funzione sociale che si presumeva dovesse essere esercitata dal sapere scientifico s'innestò su tradizioni culturali e filosofiche nazionali profondamente differenti:
• in mwsqFrancia riprese la tradizione razionalistica che va da mwsgCartesio all'illuminismo sensista ed assunse specialmente l'aspetto di filosofia sociale (mwswSaint-Simon, mwtaFourier, mwtqProudhon, mwtgComte, mwtwÉmile Littré);
• in mwuqInghilterra si inserì nel filone mwugempirista e mwuwutilitarista con mwvaMalthus, mwvqRicardo, mwvgBentham, mwvwJames Mill, mwwaStuart Mill;
• in mwwgItalia si esaltò il nesso tra modernizzazione e positivismocite-ref-9[9] ma in genere questa dottrina ebbe uno sviluppo minore e i campi in cui si applicò, come nella scuola e nell'analisi della criminalità (mwxwCesare Lombroso), mostrano come ancora fossero incisivi i problemi di integrazione nazionale e sociale che l'Italia dovette affrontare dopo l'unificazione. mwyaCarlo Cattaneo e mwyqRoberto Ardigò furono tra i filosofi aderenti in Italia al positivismo il quale influì sulle concezioni pedagogiche di mwygAndrea Angiulli, mwywPietro Siciliani e mwzaAristide Gabelli e, in seguito, di mwzqMaria Montessori.
Il positivismo con i suoi ideali di progresso e di liberazione tramite il sapere scientifico ebbe influenza anche nel mwzwsocialismo scientifico. Autori positivisti come mw0aEnrico Ferri e Alessandro Groppali, sostennero l'autonomia della scienza dall'etica e dalla filosofia astrattacite-ref-10[10].
• in mw1wGermania il positivismo assume carattere fortemente materialistico e specialistico come reazione alle tendenze idealistiche e totalizzanti della filosofia accademica.
Influenze
Positivismo e illuminismo
Per certi aspetti il positivismo appare una originale riproposta del programma illuministico con cui presenta delle affinità quali:
• la fiducia nella mw6wragione e nel sapere al servizio dell'uomo come mezzi per conseguire la "pubblica felicità"cite-ref-13[13], obiettivo questo fallito dagli illuministi per cui i positivisti si propongono di portare ordine, tramite il metodo scientifico applicato in ogni campo delle conoscenze umane, per una riorganizzazione globale della società resa caotica dalle rivoluzioni che l'hanno sconvolta.
• esaltazione della scienza vista in contrapposizione alla metafisica: «il metodo scientifico avrebbe dovuto sostituire la mw8qmetafisica nella storia del pensiero»cite-ref-14[14] (positivista è il grido "mw9gKeine Metaphysik mehr!", "non più metafisica!").
Nello stesso tempo il positivismo si caratterizza per incisive differenze con l'illuminismo:
• mentre gli illuministi combattevano contro la tradizione metafisica e religiosa e i privilegi dell'mw-qaristocrazia in una visione del mondo ancora dominante, i positivisti, che pure si oppongono a quella tradizione che ostacola la razionalizzazione della cultura e della società, agiscono contro posizioni mw-ganacronistiche e in nome di un atteggiamento culturale che è già consolidato in una società borghese stabilmente al potere con una mentalità scientifica e laica ormai largamente condivisa.
• mentre il riformismo illuminista tendeva a tradursi in una rivoluzione, come fu poi quella francese, il riformismo positivista è antirivoluzionario e, pur contrastando la vecchia tradizione, è ostile alle nuove forze rivoluzionarie del mwaqaproletariato e alla pretesa scientificità dell'mwaqeideologia socialista.
• mentre gli illuministi, come mwaqmKant, ancora si preoccupano di dare una giustificazione teorica del valore limitato di verità delle scienze, i positivisti la danno per scontata e puntano a una "visione scientifica globale del mondo" cadendo nella metafisica di un'interpretazione unica e totale della realtà.
• gli illuministi ricorrono alla scienza, pur con il suo limite, contro la metafisica e la religione, i positivisti rendono la scienza una metafisica di certezze assolute con la fondazione di una nuova religione scientificacite-ref-15[15].
Positivismo e romanticismo
«Dipinte in queste rive / son dell'umana gente / le magnifiche sorti e progressive.»
(Giacomo Leopardi, cit. da La ginestra, vv. 49-51)
mwaqwNicola Abbagnano ha definito il positivismo «romanticismo della scienza» poiché come i romantici nel loro desiderio di conseguire l'mwaq0infinito davano un valore assoluto alla poesia e alla filosofia, così i positivisti vedono la stessa assolutezza nella mwaq4scienza. Essi hanno un concetto della mwaq8storia per alcuni aspetti affine a quello mwaraottimistico dell'mwareidealismo romantico: la storia è progresso necessario e continuo in cui si attua o si manifesta uno sviluppo progressivo dell'mwariumanità.cite-ref-16[16]
D'altra parte vi sono notevoli differenze con cui il positivismo intende anzi contrapporsi al mwargRomanticismo, come il ripudio della mwarkmetafisica o lo scetticismo nei confronti delle mwaroreligioni, escludendo inoltre dal proprio orizzonte conoscitivo ogni espressione mwarssoggettiva, mwarwimmaginativa ed mwar0emotiva che erano stati gli strumenti privilegiati dell'approccio romantico alla realtà.cite-ref-17[17]
Laddove poi il positivismo si mostra proteso verso forme di mwasmorganizzazione sociale sempre più avanzate, privilegiando il mwasqbenessere mwasumateriale, il Romanticismo rivalutava invece il mwasypassato, le mwasctradizioni e la mwasgspiritualità, talora con venature di mwasknostalgia o anche mwasopessimismo.
La reazione antipositivistica
Come osserva Nicola Abbagnano:
«Nonostante questa profonda incidenza culturale, il positivismo... ha finito per sembrare un nuovo
dogmatismo
, avente la pretesa di racchiudere l'uomo negli schemi riduttivi della scienza. Anzi, il positivismo... è apparso come una nuova metafisica della scienza... Tutto ciò spiega la massiccia "reazione
antipositivistica
" che ha caratterizzato la filosofia degli ultimi decenni dell'Ottocento e degli inizi del Novecento.» A questa reazione ha contribuito lo sviluppo stesso delle scienze avvenuto proprio in contrasto con «il quadro gnoseologico ed epistemologico del positivismo.
»
Nasce così il mwatqdecadentismo nell'arte e nella letteratura, insieme a mwatufilosofie che hanno in comune una forte opposizione al positivismo rivendicando, soprattutto in Francia con mwatyÉmile Boutroux, mwatcMaurice Blondel, mwatgHenri Bergson, il carattere mwatkspiritualista del proprio pensiero, indirizzato a «...riconoscere il primato della mwatocoscienza nell'interpretazione della realtà e a concepire la filosofia come auscultazione mwatsinteriore e ripiegamento dell'mwatwanima su se stessa...».cite-ref-19[19] Altre correnti di pensiero come il mwaueneoidealismo di mwauiSamuel Alexander, mwaumAlfred North Whitehead, mwauqBenedetto Croce, mwauuGiovanni Gentile, vogliono riaffermare la storia «come sfera della libertà e dello spirito, e quindi di ogni mwauyvalore morale, rispetto a quello della scienza sperimentale come sfera della necessità e della natura, irresponsabile e perciò scevra di valori».
Diverse correnti idealistiche mostrano però di apprezzare l'intento antimetafisico e antiastrattistico del positivismo, e hanno voluto presentarsi esse stesse come dotate di una maggiore "positività" nella loro stessa interpretazione del reale: «così, per es., tanto il mwaugpragmatismo del mwaukJames e dello mwauoSchiller, quanto l'mwausintuizionismo del Bergson e la mwauwfenomenologia di mwau0Husserl, si sono talora definiti come migliore o assoluto positivismo, e lo stesso termine è stato qualche volta usato anche a proposito dell'mwau4idealismo italiano contemporaneo (pur così antipositivistico nel suo iniziale atteggiamento polemico) per alludere al suo carattere di piena giustificazione della concreta mwau8esperienza».cite-ref-20[20]
Eredità del positivismo
Il positivismo influì fortemente nella cultura ottocentesca sino a divenire una "moda culturale" tanto che si può parlare di una "civiltà positivistica" che ha improntato di sé correnti culturali come il mwavyrealismo, il mwavcverismo, la nuova mwavgpedagogia incentrata su una scuola "laica" e su una mwavkdidattica "scientifica".
Nonostante i suoi aspetti critici il positivismo ha lasciato in eredità alla cultura moderna la considerazione dell'importanza per la conoscenza e per la trasformazione della società della ricerca scientifica. Dobbiamo inoltre al positivismo la codificazione delle "scienze umane" della mwavssociologia e della mwavwpsicologia.
Il positivismo ha demolito la filosofia intesa come forma di conoscenza metafisica che man a mano che si realizza il progresso scientifico, non potendosi basare su i fatti concreti, perde ogni capacità di indagare e risolvere i problemi filosofici. Il positivismo ne indicò un nuovo ruolo consistente non più nella presunzione di conoscere i fenomeni naturali, umani e sociali ma quello di definizione e unificazione dei principi generali del metodo scientifico e dei risultati delle singole scienze in una visione generale dell'uomo.cite-ref-21[21] Dal positivismo la filosofia è stata obbligata a riconsiderare criticamente se stessa e a meglio definire il suo rapporto con le scienze.
Dal positivismo si origina inoltre nel mwawmNovecento il fondamento del mwawqneopositivismo che ha elaborato un metodo di ricerca che soddisfi il rigore proprio della scienza eliminando equivoci e incomprensioni derivate dall'uso distorto del mwawulinguaggio.
Note
cite-note-11. ↑ Cfr. voce "Positivismo" in mwawwEnciclopedia Garzanti di Filosofia, 1981
cite-note-22. ↑ mwaxaA. Comte, mwaxeDiscorso sullo spirito positivo, traduzione di A. Negri, Laterza, Roma-Bari, 1985, pp.mwaxi 47-48.
cite-note-33. ↑ Vale a dire: ciò che è «preciso»,in accordo con la stessa natura della ricerca filosofica che si propone di raggiungere, quanto più possibile, una precisione consentita dalla particolare natura dei fenomeni studiati e con un'indagine che nasca dalle nostre reali necessità
cite-note-44. ↑ «Ciò che caratterizza il positivismo ottocentesco è, in primo luogo, la consapevolezza di una profonda crisi storica che ha investito la società europea e che comporta una rottura inseparabile con il passato e le istituzioni tradizionali» (in P.Rossi, mwaxkPositivismo e società industriale (antologia), Loescher, Torino 1973, p.9)
cite-note-55. ↑ N.Urbinati, mwax0Le civili libertà. Positivismo e liberalismo nella Italia unita, Marsilio (collana Saggi. Critica), 1991
cite-note-66. ↑ P.Rossi, op.cit. p.10 e sgg
cite-note-77. ↑ L.Geymonat, mwayqStoria del pensiero filosofico-scientifico Editore: Garzanti Libri 1978, p.455 Collana: Collezione maggiore
cite-note-99. ↑ Filippo Barbano, mway4Sociologia e positivismo 1850-1910. Un capitolo di sociologia storica in Filippo Barbano e Giorgio Sola ( a cura di) mway8Sociologia e scienze sociali in Italia 1860-1890, Milano, Franco Angeli, 1985)
cite-note-1010. ↑ Filippo Barbano, mwazmPrefazione a Guglielmo Rinzivillo, mwazqGenesi e prassi nella sociologia in Italia. Sviluppo e origine della teoria in Alessandro Groppali, Roma, SEAM, 2000, p. 4 e sg.
cite-note-111. A.Comte, mwazgSystème de politique positive (1852)
cite-note-122. G.Allegretti, mwazwPorto Alegre tra democratizzazione e ricerca della sostenibilità. Radici locali e replicabilità di un'utopia realizzata In mwaz0Democrazia fai-da-te, Ed. Carta-Cantieri Sociali, Roma-Napoli, 2000 pag.2
cite-note-1313. ↑ Ludovico Antonio Muratori, mwaaeDella pubblica felicità, Donzelli editore 1996
cite-note-1414. ↑ A. Comte, mwaauCorso di filosofia positiva, a cura di Franco Ferrarotti, Utet, Torino 1967, 2 voll. Lezione cinquantasettesima, vol. II, pp.481-482
cite-note-1515. ↑ Nell'ultimo periodo, all'incirca dal 1850 al 1857, dell'opera di Comte, nel mwaakCatechismo positivista, si evidenziano alcuni aspetti, già del resto presenti nella produzione precedente, di un progetto di una mwaaoreligione positiva dove vengono trasposti gli elementi dottrinali, etici e liturgici della tradizione cattolica.(Vedi alla voce Comte, mwaasEnciclopedia Garzanti della filosofia)
cite-note-1616. ↑ G.Fornero, mwaa8Concetto e critica del romanticismo ottocentesco nel pensiero di Nicola Abbagnano, in mwabaRivista di storia della filosofia, XXXIX, 1984, fasc. III, pp. 551-570.
cite-note-1717. ↑ mwabqGiovanni Fighera, mwabumwabyIl secolo del Romanticismo e del Positivismo, su mwabclanuovabq.it, 2017.
cite-note-183. mwabsNicola Abbagnano, mwabwProtagonisti e testi della filosofia, Volume III, Paravia 1999 p. 420.
cite-note-1919. ↑ mwacaGiovanni Fornero, Salvatore Tassinari, mwaceLe filosofie del Novecento, Pearson Italia S.p.a., 2006 p.181
cite-note-2020. ↑ citereftreccani-positivismo-enciclopedia-italianamwacuGuido Calogero, mwacymwaccPositivismo, in mwacgmwackEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935.
cite-note-2121. ↑ L.Geymonat, mwac0Il problema della conoscenza nel positivismo, Bocca, Torino 1931
Bibliografia
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• P. Rossi, mwadyPositivismo e società industriale (antologia), Loescher, Torino, 1973.
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• S. Poggi mwadoIl Positivismo, Bari, Laterza, 1987.
• N. Urbinati, mwadwLe civili libertà. Positivismo e liberalismo nella Italia unita, Marsilio Editori, Venezia, 1991, ISBN 978-88-317-5435-4.
• L. Kolakowski, mwad8La filosofia del positivismo, Laterza, Bari, 1974.
Voci correlate
• mwaemAntipositivismo
• mwaeuDarwinismo
• mwaecFilosofia del XIX secolo
• mwaekIdealismo e mwaeoneoidealismo
• mwaewIlluminismo
• mwae4Modernismo
• mwafaNaturalismo (letteratura)
• mwafiPositivismo letterario
• mwafqPositivismo giuridico
• mwafyPositivismo logico
• mwafgPositivismo religioso
• mwafoRomanticismo
• mwafwVerismo
• mwaf4Scientismo
• mwagaTecnocrazia
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itpositivismo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGuido Calogero, POSITIVISMO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935.
• citerefdizionario-di-storiapositivismo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefdizionario-di-filosofiapositivismo, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefdss(IT, DE, FR) Positivismo, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) Herbert Feigl, positivism, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Positivismo, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Positivismo, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• mwagcPositivismo, voce enciclopedica di Michele Marsonet sul sito di Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede (DISF)
• mwagkSociété Positiviste Internationale, Paris, su membres.lycos.fr. URL consultato il 15 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2009).
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